Graticole

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Entro e ricevo il Suo messaggio. Ha sentito che mi stavo spogliando. E’ solo e io mezza nuda nello spogliatoio con la mia amica. Lui mi sente. Sempre. È pazzesco. Scatto foto di nascosto. Aspetto di poterGliele mandare. Entro nell’hammam con lei. Posiamo gli accappatoi fuori e rimaniamo in costume. Le guardo i seni. Lui sa che mi piacciono così. Rotondi, grandi. Non ha un corpo perfetto, ma ha la bellezza di una donna che ha accolto nel suo corpo. Iniziamo a sudare, ci scambiamo confidenze e l’acqua fredda. Me la passa sulle gambe, sui polsi, sul viso. Lei parla. Io la ascolto disattenta. La guardo chiacchierare, sudare, raccogliersi i capelli, rinfrescare. È eccitante. Penso a come sarebbe se Lui fosse qui fuori ad osservare. È come se ci fosse. Ho introiettato la Sua voce, i Suoi sguardi, i Suoi ordini, tanto che mi sembra di sentirli. Forse è questo appartenere. Avere il Padrone sempre addosso anche quando è lontano. Usciamo, fa troppo caldo. Ci infiliamo insieme sotto la doccia emozionale. L’acqua tiepida scende sotto una luce rossa. Lei continua a parlare. Io sono altrove. Rimettiamo l’accappatoio e lei mi versa una tisana. Come se fossimo da lei. È più grande di me e mi sta coccolando. Mi piace quando qualcuno si prende cura di me. La seguo verso la suite dei massaggi. É per due persone. Ci raggiungono due ragazze. Ci porgono due perizomi di carta molto minimali. “Togliete i costumi, infilate questi e sdraiatevi a pancia in giu'”. Sorridiamo un po’ imbarazzate. “Niente pezzo sopra” commenta lei, ci spogliamo completamente e li infiliamo. Le luci soffuse, noi due da sole nella stanza di legno, ci sdraiamo a pancia in giù sui due lettini come ci hanno “ordinato”. Il suo lettino è di lato al mio, un pochino avanti. Lei mi parla ma non mi vede, io la osservo. Si vede il profilo del seno destro, l’incavo alla fine della schiena, i glutei morbidi, non ho il coraggio di guardare oltre tra di loro. Entrano le due ragazze. Si avvicinano a noi. Chiudo gli occhi e la sento iniziare. Mi copre con un asciugamano. Scopre la gamba destra. Mi infila un rotolino di spugna sotto la caviglia poi inizia a messaggiare. La pianta del piede, poi il polpaccio, poi sale verso le coscia, l’interno, prende la mia gamba in mano, il piede poggia sulla sua pancia, con l’olio insiste risalendo verso il gluteo, penso a quando Lui mi ha stesa così sul letto e ha iniziato ad accarezzarmi il culo, mi sto eccitando, sono rilassata e mi sto lasciando andare. Mi accorgo che sto muovendo il bacino, lentamente, per strusciare la fica. Avrei voglia di continuare. Mi blocco. Per un attimo mi chiedo se se ne sia accorta. Poi penso che non mi importa. Lei continua sull’altra coscia, poi sale verso la schiena. É piacevole avere le sue mani addosso. Vorrei che Lui vedesse. Che mi sto eccitando con lei, che sto immaginando che sia qui anche Lui. Il mio piacere passa attraverso i Suoi occhi. Io sono i Suoi occhi. Il Suo corpo. Un’estensione del mio Padrone. In una perfetta empatia. Si ferma. Mi sussurra all’orecchio di girarmi. Lo faccio guardando il Suo viso sorridente. Non sono mai stata così esposta ad una donna. Mi sistema un cuscino sotto la nuca e un asciugamano caldo sugli occhi. Come fossi bendata. Sorrido. Deve essere il mio destino. Mi riporta a quando mi ha bendata Lui. Sono in una situazione simile. Non posso guardare, né controllare nulla. Devo af/fidarmi. Ricomincia dalle gambe a massaggiare, una poi l’altra, energicamente. Quando arriva verso l’inguine mi scosta un po’ lo slip di carta, chissà se si accorge che sono completamente liscia. Il mio Padrone vuole così. Passa alle braccia, mi prende la mano e massaggia verso la spalla, e poi in centro verso il seno. La sua mano verso lo sterno e poi in senso circolare attorno ai seni. É piacevole. Li guarda. Li sento indurirsi. Respiro veloce. Passa dietro di me. Sento che la sua pancia appoggia contro la mia testa per riprendere a massaggiare il collo e poi ancora giù verso il décolleté. Credo di essere bagnatissima. Penso che nulla accade per caso. Che questo é uno step di un percorso verso cui Lui mi sta guidando. La ragazza mi scopre il viso riportandomi alla realtà. Mi ricopre con un asciugamano caldo e mi saluta. Non vedo l’ora di raccontarlo a Lui.

👻

Appari e scompari come un fantasmino. Esci dal 🎩. La fame d’aria. Quando non ti sento. Erano 6 giorni. Io li conto, lo sai. Però bellissimo risentire quella voce. 23 minuti che mi sembrano pochissimi perché sono abituata alle ore. Così quando stacco la fame d’aria torna.

Grazie per oggi. Sono contenta che tu ci sia. Ti cercavo. Ti stimo 😉.

Radici

Mi manca, Padrone. In questi giorni di sospensione, La penso ogni istante. Un’idea fissa. Aspetto i Suoi messaggi come gocce d’acqua un assetato.

Avrei potuto essere ai Suoi piedi e invece…“Sono le regole del gioco”. Cerca di rassicurarmi. È così, sopporto in silenzio, coltivo la mia voglia di Lei, do un senso a questa mancanza di ossigeno…immagino che sia la Sua mano che stringe sul mio collo e mi sento meglio.

Penso a quando saremo insieme, in quel casolare, cucinero’, preparerò la tavola per Lei, La imbocchero’, staro’ nuda accucciata aspettando che sia Lei a dissetarmi e a sfamarmi, ad occuparsi dei miei bisogni fondamentali. A punirmi per essere così Sua. Poi a premiarmi come sa.

Penso a tutte le stanze che attraversero’ in questo anno che inizia con Lei e in quelli che verranno.

Penso che Lei è la mia radice, l’origine del mio piacere, dei tormenti e del loro placarsi.

Per Te che sei il mio bilancio positivo di un anno che finisce e la voglia e la curiosita’ di iniziarne un altro daccapo. Energia e ossigeno.
Per Lui che arriva, poi va via, poi torna e fa cosa vuole, perché è il Padrone e può fare tutto. Adrenalina e tormento.
Per i Tuoi progetti che sono dinamici come la Tua testolina.
Per i Suoi progetti di stanze buie da attraversare insieme. Io sono pronta.
Per quella voce che mi fa ridere e vedere le cose attorno più divertenti e luminose e essere più serena e leggera e per quella seria che mi fa dimenticare di cosa ho attorno e essere libera di essere Sua schiava.
Per Te che mi insegni a parlare in mille dialetti ma a moderare le parole che possono ingabbiare le situazioni.
Per Lui che mi insegna ad esagerare con le parole che possono liberare la mia natura segreta.
Sono fortunata. Lo ero già prima, ora di più. Non mi serve altro.

Grazie tessssoro.

Grazie Padrone.

Morbosa

Così mi offro a Lui.

Sono malata di Lui.

Morbosa. Leccherei ogni centimetro del mio Padrone.

Assaggerei ogni Suo nettare.

Lo conserverei dentro me come un dono prezioso.

La Sua lingua nella mia bocca.

Il Suo cazzo nella mia fica.

Le mani nelle mani.

Non voglio guarire da questa malattia.

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